lunedì 11 agosto 2014

Pensieri di FCL4. Fare "di più" o non fare un "casso"?

Questo breve pensiero nasce sdraiato su un lettino in riva al mare pensando ai recenti Campionati Italiani di Paracadutismo appena conclusi con successo a Skydive Fano, a cui ho avuto occasione di partecipare solo con il cuore da tifoso ed appassionato. Ma questo distacco, oltre al caldo di agosto, mi ha fatto riflettere su alcuni comportamenti a cui ho avuto modo di assistere negli anni dopo i campionati di ogni anno come tifoso prima di tutto e poi praticante dello sport. Ma magari è solo un "colpo di sole" di agosto ...

Scopriremo a fine articolo cosa sta facendo Andy in questa posizione :-)

"Fast is slow and slow is fast" era una cantilena abbastanza diffusa per chi si approcciava alle formazioni in caduta libera negli anni '90. E credo lo sia tutt'ora ... Ma teniamola un attimo in sospeso.

Appena terminati i campionati spesso le squadre ed i competitori si interrogano su "cosa fare in più" per aumentare la propria performance e la propria media per l'anno successivo, per andare "più veloci" per intenderci. Più salti, più tunnel, più coaching, trovare un elemento "più forte" ... Così all'improvviso, anche squadre di principianti, hanno un impegno di tempo e di budget degno di alcuni top team mondiali.

Ma è la strategia migliore?
Non lo so, ma mi limito a condividere alcune esperienze e riflessioni.

Recentemente ho avuto modo di incontrare alcuni paracadutisti e squadre con "decine" di ore di tunnel e centinaia di lanci che però non avevano ( nemmeno a livello teorico ) idea di cosa fossero nozioni base di relativo a quattro; come ad esempio i riferimenti incrociati e gli assi della formazione ( concetti già in "videocassetta" da metà anni '90 per intenderci e diffusi dal nucleo storico degli Arizona Airspeed ) oppure con evidenti problemi di volo individuale dei singoli componenti. Tuttavia erano tutti molto motivati a fare "più" ore di tunnel, più coaching e più salti per andare "più" forte.

Skydive 499, una pietra miliare per le formazioni a 4

Andrò controcorrente ma personalmente non sono del tutto d'accordo con questo approccio del fare sempre e comunque "di più". Le formazioni in caduta libera, più di altri sport, non richiedono performance fisiche impressionanti ( altrimenti non si spiegherebbero le età medie di molti competitori a livello mondiale ) né tanto meno "fuoriclasse" o "goleador" singoli. Le formazioni in caduta libera richiedono principalmente, a mio avviso, quattro buoni atleti ed ottimi meccanismi di allenamento e comunicazione, oltre alle migliori informazioni disponibili.

E' inoltre da quando conosco questo sport che ho sentito schiere di competitori lamentarsi con la scusa dei pochi "soldi" e che "se ce ne fossero di più" allora ... Certo, come tutti gli sport tecnici, il paracadutismo costa ma con gli stessi soldi si possono fare 100 lanci di allenamento, 15 ore di tunnel o comprare quattro vele nuove. Ed in quei 100 salti si possono imparare 100 cose nuove oppure 10 cose ripetute per 10 volte ... Quante variabili insomma ci sono in gioco ... E quante scelte ...

Oltremodo oggigiorno si può beneficiare nell'allenamento di tanti supporti di tipo tecnico ( video, carelli, falsa carlinga, esercizi isometrici e cinestesici ) e psicologico ( visualizzazione, gestione dello stress, ghost training ) che possono aumentare di molto la performance senza bisogno di spendere un euro. Quindi senza spendere o fare per forza "di più", ma semplicemente meglio.

La stessa cosa vale nel volo individuale e di squadra. Spesso si aggiungono tecniche, movimenti, ed informazioni di fronte ad un problema, magari in un blocco, quando magari un'altra strada potrebbe essere togliere tecniche, movimenti ed informazioni. Eccoci ad un altro punto, ovvero a mio avviso a volte "less is fast and fast is less". Ovvero se si riesce ad arrivare al succo delle informazioni e dei movimenti essenziali le prestazioni possono migliorare notevolmente, con buona pace anche delle soddisfazioni individuali e del portafoglio.

Personalmente ho avuto riconferma di questa cosa in uno degli ultimi camp NFTA.eu dove mi stavo arrovellando su un micro movimento in un blocco con input diversi da super campioni che avevano ognuno una sua visione su che movimento fare: "vai un po' avanti, vai un po' indietro, vai un po' su, etc ... ". Fortunatamente c'era con me un altro italiano che con la praticità che a volte ci distingue mi ha detto: "secondo me Max non devi fare assolutamente un casso!" ( l'accento effettivamente era un po' veneto). Più o meno era quello che pensavo, e più o meno è stato quello che ha migliorato la performance. Intendiamoci: "fare un casso" significa comunque "difendere la propria box", garantire stabilità al compagno di coppia, tenere sotto controllo i riferimenti, etc ...


A volte fare un "casso" non è proprio così semplice...

Più o meno è quello che mi insegnarono come prima nozione nel corso per operatore di Pronto Soccorso: "se hai dei dubbi su cosa fare non fare nulla, potresti solo peggiorare la situazione!". Un concetto che avevo già cercato di esprimere in un precedente post sui windtunnels.

Quindi magari "less is fast and fast is less", o più nostranamente "a volte ( ma solo a volte ) fare un casso aiuta, o perlomeno non peggiora la situazione" ...

Con questa riflessione auguro a tutti gli appassionati di relativo come me delle riposanti vacanze, senza fare un "casso" possibilmente ma con la mente che viaggia verso nuovi voli ed obiettivi.

Max Alberdi

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Nota Importante: Si ricorda che il materiale pubblicato non è sostitutivo in alcun modo della didattica richiesta ai sensi di legge per praticare attività lancistica. Inoltre i materiali didattici presentati non sono esaustivi della parte teorica richiesta nel Corso Basico e nel Corso Coach ma vogliono essere solo uno spunto di partenza e riflessione per il più aggiornato ed efficace approccio nell'insegnamento del volo relativo e delle figure in caduta libera. Il mantenimento dei requisiti per l'attività lancistica, la sicurezza e l'aggiornamento didattico sono responsabilità di ogni singolo paracadutista. Ogni contributo al miglioramento delle informazioni presentate è sempre il benvenuto.

domenica 27 luglio 2014

Pillole di FCL4. Difendi la tua Box!

In un articolo precedente ho voluto soffermarmi sulla posizione di volo, la nostra amata box position ( o meglio "neutral box position" ) e su come sia la base e la prima abilità su cui costruire tutte le altre tecniche di volo. Ho già avuto anche modo di condividere alcune considerazioni sull'esistenza o meno di una posizione ideale e di alcuni principi e regole base per ottenerla.

In questo breve articolo dedicato alle formazioni a quattro elementi voglio soffermarmi su un'altra regola o abilità che ritengo fondamentale da perseguire se si vuole progredire in questa disciplina e che enuncerei più o meno così: una volta che hai conquistato la tua neutral box position, difendila!

A volte non è davvero facile difendere la propria box position ...
Sì perché, senza fare troppa filosofia, tutte le conquiste vanno difese altrimenti, prima o poi, qualcun altro, il tempo e l'incuria, ce le portano via. Nel caso delle formazioni a quattro solitamente sono gli altri tre compagni di squadra "assatanati" di punti che faranno di tutto per tirarci, spingerci, prendere braccia e gambe per portare a casa un punto in più o per facilitare il loro lavoro in caduta libera.

Inoltre la nostra neutral box position non è messa a rischio solo "fisicamente" ma anche psicologicamente, infatti saltare con altri, magari più esperti, che hanno un rateo di caduta maggiore o minore del nostro ci condizionerà a prendere atteggiamenti precauzionali di eccessivo inarcamento o appiattimento della nostra posizione. Ma la nostra box può essere compromessa anche da stress o tensione mentale.

La C o la G richiedono al centrale interno una buona difesa della box ...

Quindi uno dei primi obiettivi che ci dobbiamo porre come individui e come squadra è che ognuno abbia trovato la sua posizione ideale di volo e che tutti i compagni di squadra siano messi nelle condizioni di poter difendere la propria posizione. Posizione che si può modificare ed evolversi ma che ci deve sempre garantire stabilità e neutralità.

Battute goliardiche sui "pesi", la tensione mentale, le prese aggressive, una scarsa preparazione fisica o di memorizzazione, le inerzie di squadra, le torsioni ed i movimenti da "supercampioni" sono solo alcuni dei nemici che insidiano la posizione di volo durante un lancio di squadra.

Dopo un movimento aggressivo o un blocco bisogna
essere pronti a recuperare in fretta la propria box!

Le box position dei quattro membri di una squadra sono le quattro torri a difesa della stabilità della formazione. Se una crolla si ripercuoterà sulla tensione e sulla stabilità di tutti gli altri. A volte è un movimento netto, a volte è una presa sempre più scomoda che ci sbilancia nel corso del lancio, in ogni caso la sensazione di stare volando nella propria posizione ottimale deve rimanere radicata in noi durante il lancio e dobbiamo essere pronti a difenderla quando in aria, durante un blocco o una libera, o a terra ( scarsa forma fisica, stress, alimentazione, pesi, etc ... )  viene messa a rischio.

Quindi ricapitolando: trovare la propria box ideale, difenderla e rispettare quella dei compagni di squadra credo siano tre buone regole se si vuole progredire insieme nelle formazioni a quattro elementi.

Max Alberdi

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venerdì 4 luglio 2014

Pillole di FCL4. Guardo o non guardo le prese?

Premessa: Pillole di FCL4 sono riflessioni sulle tecniche e sull'insegnamento della disciplina delle Formazioni in Caduta Libera a 4 elementi. Non fanno parte di alcun programma didattico specifico ma vogliono essere solo spunti di condivisione per allievi e coach ai fini della circolazione delle idee e del miglioramento delle tecniche.

www.NFTA.eu
La gestione delle prese è un'abilità critica sia indoor che outdoor

Nella progressione di una squadra di relativo a 4 ci si trova a periodi alterni a fare i conti con la gestione delle prese (Grip Management). Fin dai primi rudimenti viene insegnato di "guardare" le prese prima di effettuarle, progredendo poi, a volte, si incontra un coach che ci dice che le prese sono "semplicemente là" e bisogna effettuarle o "portarle" nella fiducia che il compagno di squadra le effettui senza neanche il bisogno di guardarle.

Chiacchierando con diversi atleti a livello mondiale di diverse scuole e nazionalità sinceramente è difficile mettere un punto sulla questione. Alcune scuole preferiscono che le prese siano sempre "ben visibili" e "viste" prima di essere effettuate. Altre scuole prediligono figure con costruzioni più ravvicinate nella sicurezza che allungando il braccio le prese del compagno si trovino al loro posto nel momento giusto.

Ovviamente la problematica assume caratteri e peculiarità diverse a secondo del livello della squadra e della velocità del lancio. Oramai in tutte le categorie i lanci veloci possono fare la differenza in una gara e la gestione delle prese è uno degli aspetti fondamentali da curare particolarmente in un lancio veloce.

Un principio di buon senso generale suggerirebbe comunque che, indipendentemente dalla costruzione delle libere scelta, le prese siano sempre e comunque nel "campo visivo" perimetrale (quello a 180°, per farla semplice bisogna vederle almeno con la famosa "coda dell'occhio") al fine di non avere braccia che vadano completamente alla "cieca" e con il rischio di false prese, o penalità in una gara. In ogni caso, nel briefing del lancio è importante che venga effettuato anche un apposito "briefing o "piano delle prese".

Cosa ne pensate al riguardo?
Avete un piano delle prese nei vostri briefing di squadra?
Guardate le prese o andate "a braccio"?

Max Alberdi

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Un esercizio avanzato a due elementi per allenare in modo specifico le "prese scomode".


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Per altri video iscriviti gratuitamente su: www.NFTAtunnelcamp.TV

martedì 25 febbraio 2014

Are you APP for it?

Nell'era di iPhones ed iPad non poteva mancare un'applicazione, o meglio un'APP, per gli appassionati di formazioni in caduta libera a 4 elementi ( FS4 . Formation Skydiving 4 Way ).


La maschera iniziale 

Ci ha pensato Ryan Moores con una facile ed intuitiva interfaccia che ha lo scopo di ricordarci tutte le formazioni libere ed i blocchi delle diverse classi ( Rookie, A, AA, AAA ) nonchè di fornirci la possibilità di effettuare estrazioni casuali di gara per le varie categorie.


Il Menu di scelta libere e blocchi

Inoltre l'applicazione permette di salvare i lanci preferiti potendoli così recuperare per essere eseguiti nuovamente e poterne confrontare i risultati o verificare i miglioramenti.

La funzione Salvataggio

Di sicuro uno strumento innovativo ed "a portata di mano" per gli appassionati di formazioni in caduta libera e del mondo Apple. Confidiamo in qualche nuovo aggiornamento e sviluppo in futuro.


La funzione Tap

Per scaricare l'applicazione e per tutte le informazioni questo è il link da seguire:

Max Alberdi
Skydive U Italia

mercoledì 19 febbraio 2014

Hayabusa Advanced FS4 (2+2) Tunnel Camp

A oltre dieci anni dai primi tunnel camp sono entusiasta di avere la possibilità di presentare in Italia questa opportunità unica per gli amanti delle formazioni in caduta libera in una delle location indoor ed outdoor più bella d'Europa. Inoltre durante tutto il periodo, a ridosso delle vacanze pasquali, ci sarà la possibilità di saltare e godere di tutte le strutture di intrattenimento della località. Lo abbiamo chiamato:

Hayabusa . Not For Teenaveragers
Advanced FS4 (2+2) Tunnel Camp
16-19 Aprile 2014 . Empuriabrava

Il Team Hayabusa in allenamento sopra il suggestivo golfo di Empuriabrava

Se sei un competitore di FS4 e vuoi spingerti al massimo delle tue possibilità questa potrebbe essere l'occasione giusta per te. Il camp è indirizzato a singoli competitori ed agonisti che abbiano già avuto occasione di avere una media in competizioni AAA indoor intorno ai 20 e desiderino migliorare le proprie abilità individuali e di squadra. La location sarà il bellissimo tunnel Windoor di Empuriabrava (Spagna), uno dei centri paracadutistici ed una delle location turistiche più belle d'Europa. Avrai la possibilità di volare indoor con i fratelli Grauwels del Team Hayabusa, pluricampioni del mondo indoor e outdoor, e con altri appassionati ad alto livello. Il primo camp è dal 16 al 19 aprile 2014. Le ore disponibili sono limitate.

Inoltre, in base alle richieste in corso, stiamo valutando la possibilità di poter offrire coaching a squadre FS4, categoria AA, A e Rookie, nelle ore mattutine e serali tramite coach italiani o stranieri.

Durante il camp ci sarà inoltre la possibilità di respirare il backstage di uno stage di allenamento reale del Team Hayabusa e di apprezzare così le ultime soluzioni tecniche di allenamento, blocchi e uscite.

Per ogni informazioni potete rivolgervi al sottoscritto, organizzatore del camp, contattandomi via e.mail o facebook. 

Tunnel hard!

Max Alberdi


Video Hayabusa Skydiving Team Belgium



Risultati Team Hayabusa 2013

World Challenge Indoor, Bedford, UK, April: 1 st place: 30,7
European Championship, Bosnia and Herzegovina, August: 1st place 26,7
World Cup, Bosnia and Herzegovina, August: 1st place 26,7 
World Military Championship CISM, Qionglai, China, October: 1st place
Dubai Parachuting Championship, December: 1st place 25,1


giovedì 30 gennaio 2014

Ripetizione degli Esercizi . Repetition of Exercises

Repetition is the mother of all skills
La ripetizione è la madre di tutte le abilità

Il Coach si posiziona a livello dell'allievo e controlla le ripetizioni
Questa frase o proverbio, direttamente o indirettamente, ci accompagna fin dai primi anni della nostra vita di bipedi terrestri. Ma perché? Semplice; perché è ripetitivamente vera.

La ripetizione è una tecnica di apprendimento fondamentale che ci viene insegnata sin dai primi anni di vita e di scuola: dalle tabelline alle tavole periodiche degli elementi, dagli esercizi di calligrafia alle moltiplicazioni, la ripetizione consente di apprendere e "mandare a mente" qualsiasi informazione o abilità, utile o inutile che questa sia.

Quindi ... Repetition is good? La ripetizione è buona?

Non sempre. Un errore ripetuto, nelle tabelline come nella vita, si radica così tanto nei meccanismi mentali che rischia poi di non essere più sradicato.

Ma oramai è inutile girarci intorno e quindi veniamo a noi.
Al paracadutismo ed al volo relativo.

La ripetizione degli esercizi è fondamentale per insegnare ad un allievo certi movimenti o automatismi necessari al volo relativo. Spesso però, anche in buona fede, viene utilizzato molto male questo potentissimo strumento. Infatti un allievo che si avvicina al volo relativo è una pagina bianca su cui ogni automatismo mentale o muscolare appreso in modo errato si può radicare in modo profondo influenzando in modo negativo la sua progressione di volo.

Proprio per questo cercherò di essere molto pratico in questo articolo e venire subito ad alcune pillole di coaching.

Quante volte bisogna ripetere gli esercizi?

Un esercizio deve essere ripetuto fino a quando l'allievo dimostra di eseguire in modo confortevole ed automatico il corretto posizionamento o movimento desiderato. Per ottenere ciò è consigliabile eseguire ogni tecnica o esercizio, una volta appresa la maniera corretta, per almeno 10-12 volte. Anche nelle formazioni in caduta libera a squadre si è soliti ripetere il lancio a terra per 3 volte ed in ogni lancio si ripetono le formazioni per 3-4 volte ( quindi anche in questo caso otteniamo un intervallo giusto per la nostra assimilazione mentale, ovvero 10-12 volte ).

Come bisogna eseguire le ripetizioni?

Un esercizio a terra deve essere eseguito nel modo più simile possibile a come sarà nella realtà, in caduta libera o nel tunnel. Se l'esercizio prevede un altimetro deve essere indossato l'altimetro. Se prevede le prese su un compagno, anche a terra bisogna fare in modo che le prese si presentino all'allievo nel modo più simile a quello che succederà in caduta libera o nel tunnel. Nel caso si rilevi un errore durante la simulazione bisogna correggerlo immediatamente ed evitare che l'allievo ripeta gli esercizi in modo errato, memorizzandoli così nei suoi automatismi mentali e muscolari.

Quindi: Good Repetition is Good!

La soddisfazione di un lancio non è del resto eseguire buone ripetizioni?
Nel Corso Coach e nel Corso Basico ci si focalizza poi sugli accorgimenti che possono ottimizzare l'apprendimento tramite le ripetizioni a seconda che vengano eseguiti degli esercizi cinestesici, isometrici o di bilanciamento. Oltre alla corretta modalità di visualizzazione e di comunicazione.

Mai più bisogna permettere di lasciare un allievo in un angolo a crogiolarsi in ripetizioni infinite di esercizi sbagliati che rovineranno la sua felicità in aria ed il vostro lavoro di Coach.

Se non è ancora chiaro provate a ripetere la lettura di questo articolo e magari potrebbe già essere un buon inizio :-)

Max Alberdi
Skydive U Italia

Nota Importante: Si ricorda che il materiale pubblicato non è sostitutivo in alcun modo della didattica richiesta ai sensi di legge per praticare attività lancistica. Inoltre i materiali didattici presentati non sono esaustivi della parte teorica richiesta nel Corso Basico e nel Corso Coach ma vogliono essere solo uno spunto di partenza e riflessione per il più aggiornato ed efficace approccio nell'insegnamento del volo relativo e delle figure in caduta libera. Il mantenimento dei requisiti per l'attività lancistica, la sicurezza e l'aggiornamento didattico sono responsabilità di ogni singolo paracadutista. Ogni contributo al miglioramento delle informazioni presentate è sempre il benvenuto. 




sabato 21 dicembre 2013

Principi Base delle Uscite . Exits Basic Principles

L'uscita dall'aereo è di sicuro uno dei momenti più emozionanti, ma anche più importanti, di ogni lancio. Dai primi esercizi in caduta libera fino ad arrivare ai lanci di squadra a 4, 8 o grandi formazioni, l'uscita può condizionare in bene o in male tutto il resto del lancio, sia psicologicamente che tecnicamente. Parafrasando un famoso proverbio possiamo dire che con una buona uscita si è già a metà dell' "opera lancistica".

Uscita in Formazione ad 8 del US Army Team Golden Knights
Per eseguire buone uscite individuali e di gruppo è importante comprendere le varie tipologie, tecniche e fasi che le caratterizzano. Questa conoscenza ci permetterà sia di avere tutti gli strumenti per eseguire delle buone uscite sia di poter effettuare dei debriefing accurati ed individuare così più facilmente gli errori.

Prima di continuare però dobbiamo spendere alcune parole sulla sicurezza. Infatti, anche se non è il nostro principale argomento di analisi in questa sede, la sicurezza in ogni lancio deve essere sempre messa al primo posto e la fase di uscita presenta alcuni momenti che sono particolarmente critici al riguardo. Li richiameremo mano a mano che si presenteranno nell'analisi dei vari tipi e delle varie fasi dell'uscita, ricordando in ogni caso che il rispetto delle precauzioni di sicurezza è responsabilità di ogni singolo paracadutista.

Inoltre nel seguito, una volta presentati i termini, faremo sempre più spesso riferimento alle definizioni ed alle tecniche esclusivamente con i nomi in inglese. Questo per acquisire familiarità con parole con cui potremmo trovarci a che fare in caso frequentassimo centri di paracadutismo all'estero, anche perché, in quasi tutto ciò che riguarda il mondo aeronautico e dell'aria, è oramai quasi una necessità sapere la terminologia anglosassone anche per conseguire brevetti ed abilitazioni.

Fatte queste premesse iniziamo a distinguere le uscite in alcune categorie:

Uscite libere e uscite agganciati ( Free Exits and Linked Exits ). Una prima distinzione infatti possiamo farla tra uscite in cui i paracadutisti  non hanno prese tra di loro, e quindi escono in volo libero dall'aereo per poi agganciarsi successivamente, ed invece uscite in cui i paracadutisti ( 2,3,4 ... 8 o più ) hanno una o più prese tra di loro e si staccano dall'aereo in formazioni già costituite. Questa distinzione è importante perché in base ai principi della dinamica gli effetti sul volo saranno differenti.

Posizionamento per un'uscita libera a Floater
Uscite da esterno e uscite da interno ( Float Exits and Dive Exits, o come le chiameremo uscite a Floater o a Diver ). Nelle uscite a Floater il paracadutista è solitamente agganciato fuori dall'aereo con il corpo già immerso parzialmente o totalmente nel vento relativo. Nelle uscita a Diver il paracadutista è posizionato all'interno dell'aereo e quindi il suo corpo non viene a contatto del flusso d'aria fintanto che non si lancia dall'aereo.

Uscita a Diver da un aereo con portellone posteriore
Nella Progressione delle Uscite nel Corso Basico si apprenderanno prima le uscite a Floater ( libere ed agganciati ) e poi quelle a Diver ( libere, agganciati e con ritardo ). Questa progressione è dovuta per una questione di sicurezza e di apprendimento. Infatti quando ci si lancia in due il tempo di uscita viene dato dal paracadutista a Floater e quindi in caso di anticipo del tempo o di caduta il Coach posizionato a Diver o a Floater può sempre recuperare velocemente il contatto con l'allievo. Cosa non speculare in caso l'allievo rimanga in ritardo esitando nell'aereo rispetto al tempo del Coach, fenomeno che potrebbe accadere durante i primi lanci.

Passiamo ora ad analizzare la varie fasi dell'uscita, questo passaggio è molto importante in quanti ci permetterà di prepararci al meglio per eseguire le uscite ed inoltre ci consentirà di eseguire debriefing ed autodebriefing mirati e precisi.

Le Principali Fasi nell'insegnamento e nell'analisi delle uscite sono:
  • posizionamento ( set up )  è la fase di preparazione fino alla posizione "pronto al lancio" ( ready );
  • lancio ( launch ) è l'azione di staccarsi dall'aereo e presentare il corpo al vento relativo;
  • volo nel flusso ( flyaway ) è la posizione di volo che si vuole ottenere nel vento relativo.
I Principi Base nell'insegnamento e nell'analisi delle uscite sono:
  • bilanciamento ( balance ) si riferisce all'equilibrio in porta ed influisce sulla stabilità dell'uscita;
  • prossimità ( tight ) si riferisce alla vicinanza in porta ed influisce sulla separazione tra paracadutisti;
  • tempismo ( timing ) si riferisce al tempismo di gruppo ed influisce sulla separazione tra paracadutisti;
  • presentazione ( presentation ) si riferisce al posizionamento del corpo nel flusso d'aria ed influisce sulla stabilità dell'uscita.

Nel Corso Basico e nel Corso Coach sono spiegate dettagliatamente le varie fasi ed i vari principi, in modo da poterli apprendere ed insegnare con efficacia insieme a tutti gli esercizi per sviluppare le abilità necessarie.

Dobbiamo infatti renderci conto che così come il successo di una buona uscita si concentra in attimi, anche il debriefing deve essere effettuato su fasi ed immagini precise nei primi momenti dello stacco dall'aereo. Per questo le informazioni e la metodologia che dobbiamo avere dovrà essere di tipo "chirurgico".

Il rischio altrimenti è di spendere tempo e parole inutili su momenti che riguardano il volo nel vento relativo o la posizione di volo individuale e di squadra ma non sono strettamente connessi con la fase di uscita.

Felix Baumgartner in fase di uscita durante il Progetto Stratos

Appreso tutto questo siamo pronti per ogni tipo di uscita. A qualsiasi quota :-)

Quindi ... Ready ... Set ... Go ... Skydive ...

Max Alberdi
Skydive U Italia


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