mercoledì 16 ottobre 2013

Corso Coach. Prerequisiti Volo Individuale.

Nel seguito sono elencati i prerequisiti di volo individuale per accedere a:

Corso FS1 (Esercizi 1,2,3)
Corso FS2 (Esercizi 4,5,6)
Corso Completo FS1 + FS2 (Esercizi 1,2,3,4,5,6)


Foto di gruppo al termine di un Corso FS1

Note per lo svolgimento degli esercizi.

I lanci possono essere eseguiti tra i candidati, con un Coach o paracadutisti esperti.
Il primo punto è costituito dalla prima figura star ( stella ) chiusa correttamente.
Il tempo di lavoro parte dopo il break ( separazione ) dalla figura star iniziale.
Il singolo o la coppia che fa da base devono mantenere asse e rateo di caduta costanti.

Valutazione.

Il candidato può valutare autonomamente il suo livello tecnico dall’analisi dei video.
Il raggiungimento dei requisiti minimi deve essere verificato da un Evaluator o Director.

Indicazioni per il videoperatore

Esercizio 1: Il video deve riprendere i due paracadutisti in uscita anticipandola e posizionarsi perpendicolarmente alla base ed alla stessa quota ad una distanza di circa 5 metri in modo da poter inquadrare tutto il movimento. Durante il movimento dei candidati, il video deve stare fermo sul posto avendo come riferimento la base.

Esercizi 2,3,4,5,6: Il video deve riprendere l’uscita anticipandola e posizionarsi circa 5 metri sopra la formazione con un angolo di ripresa di circa 45° senza ruotare l’asse di ripresa e tenendo il centro della formazione come riferimento durante il lancio.


ESERCIZIO 1 . FORMAZIONE A 2 ELEMENTI . LIVELLI E AVVICINAMENTI

Descrizione: Si esegue l’uscita in qualsiasi modo ( con o senza prese ), dopo l’uscita si forma una star (stella) a due. Il paracadutista A fa da base. Il paracadutista B esegue un unico movimento in diagonale indietreggiando di circa 3 metri e risalendo di circa 1 metro; durante il movimento l’asse orizzontale (la prua) deve rimanere invariata. Una volta raggiunta la posizione si ferma e riesegue il movimento in avanti ed in discesa per ricongiungersi con la base. Una volta riformata la base si invertono i ruoli e così via.

Obiettivo: Ogni paracadutista deve eseguire almeno 3 volte l’esercizio ( andata e ritorno) mantenendo l’asse orizzontale il più rettilineo possibile, il tutto in un tempo di caduta libera di 50 secondi.

Schema Esercizio 1

ESERCIZIO 2 . FORMAZIONE A 4 ELEMENTI . FIGURE LIBERE

Descrizione: Uscita senza prese fino a formare una stella a quattro entro 10 secondi. Si esegue la seguente sequenza di figure libere: star, accordian, opposed helix, star.

Obiettivo: Si devono completare almeno 10 punti in un tempo di caduta libera di 35 secondi.

Video di esempio: https://www.youtube.com/watch?v=DJVe_E0t6TQ#t=54

Schema Esercizio 2

ESERCIZIO 3 . FORMAZIONE A 4 ELEMENTI . ROTAZIONI DI 360° SUL POSTO

Descrizione: Uscita senza prese fino a formare una stella a quattro entro 10 secondi. Si esegue la seguente sequenza: star, prima coppia di opposti esegue un giro sul posto a destra di 360°, star, la seconda coppia di opposti esegue lo stesso, star, la prima coppia di opposti esegue un giro sul posto a sinistra di 360°, star, la seconda coppia di opposti esegue lo stesso, star, e cosi via.

Obiettivo: 10 punti in un tempo di caduta libera di 35 secondi

Schema Esercizio 3

ESERCIZIO 4 . FORMAZIONE A 4 ELEMENTI . GIRI DI 180° CON BIPOLO

Descrizione: Uscita senza prese fino a formare una stella a quattro entro 10 secondi. Si esegue la seguente sequenza: star, la prima coppia di opposti esegue un giro sul posto a destra di 180° fino a chiudere un bipolo e poi ritorno, stella, la seconda coppia di elementi opposti esegue lo stesso, star, la prima coppia di opposti esegue un giro sul posto a sinistra di 180° fino a chiudere un bipolo e ritorna, star, la seconda coppia di opposti esegue lo stesso, star, e così via.

Obiettivo: 10 punti in un tempo di caduta libera di 35 secondi

Schema Esercizio 4

ESERCIZIO 5 . FORMAZIONE A 4 ELEMENTI . TRASLAZIONI LATERALI

Descrizione: Uscita senza prese fino a formare una stella a quattro entro 10 secondi. Si esegue la seguente sequenza: star, la prima coppia di paracadutisti trasla lateralmente verso destra fino a un ¾ di bipolo, poi trasla lateralmente a sinistra fino a un altro ¾ di bipolo, quindi torna traslando lateralmente in stella, la seconda coppia esegue lo stesso esercizio e cosi via invertendo la direzione di partenza.

Obiettivo: 10 punti in un tempo di caduta libera di 35 secondi

Video di esempio: https://www.youtube.com/watch?v=jBJzbVi_4ww

Schema Esercizio 5

ESERCIZIO 6 . FORMAZIONE A 4 ELEMENTI . SUPERPOSIZIONAMENTI

Descrizione: Uscita senza prese fino a formare una stella a quattro entro 10 secondi. Si esegue la seguente sequenza: star, la prima coppia di opposti esegue una traslazione a destra fino a chiudere un ¾ di bipolo, poi esegue una traslazione a sinistra fino a chiudere un altro ¾ di bipolo eseguendo contemporaneamente un giro di 360° verso l’interno, quindi torna con una traslazione laterale in stella, la seconda coppia esegue lo stesso esercizio e cosi via.

Obiettivo: 10 punti in un tempo di caduta libera di 35 secondi

Video di esempio: https://www.youtube.com/watch?v=szIk_Up920s

Schema Esercizio 6


martedì 30 settembre 2008

Gira la vita e girano le tute.

La prima tuta da relativo me la vendette il Frenk.
Mi disse: "Max, ti calza a pennello!"

Era nera, era una Tony Suit, era di "uno bravo",
Non ricordo se ci feci 20 o 30 lanci,
ricordo solo che durante un lancio: "strack!",
più facevo arco e più salivo, più incassavo e più scendevo,
non capivo più niente! Poi a terra capii tutto;
la cerniera si era aperta completamente,

e quando spanciavo  mi gonfiavo come un pallone,
e quando incassavo la tuta si chiudeva ed io scendevo.
Non ho mai capito perché si ruppe,
certo io sono sempre stato un tipo robusto,
ma quella era una Tony Suit cavolo, di uno bravo,
e poi mi calzava anche a pennello.

Poco dopo,
una volta fatta disperare mia zia per cucire una cerniera nuova,
ci saltai ancora e nel giro di pochi lanci
partirono prima i booties e poi di nuovo la cerniera;
in seguito una presa si svuotò,
lasciandomi sulla spalla una sacchetta floscia e ciondolante.
Solo col tempo capii che forse quella Tony Suit
non era proprio nuova e, pensandoci bene,
e riguardando qualche foto,
forse neanche mi calzava proprio a pennello.
La tuta la vendetti, con l'ennesimo rattoppo della zia,
a un ragazzo a cui calzava a pennello.

Di lì a poco comprai una stupenda Parasport usata,
quella di Davide Moy,
ero al settimo cielo,
c'avevo 200 lanci ma c'avevo la tuta di Davide Moy,
bianca e rossa,  Bellissima!
Però, anche se la tuta era di Davide Moy
le cosce erano sempre di Max Alberdi.
Un centinaio di lanci e ... "strack!",
mi ritrovai in atterraggio con tutto il culo fuori,
restando, secondo un francesismo in voga a quei tempi,
seduto nel campo alla "cacaiola!"
Quella tuta purtroppo non riuscii a rivenderla,
anche perché una camicia da relativo 
anche se di Davide Moy, anche se bellissima,
non la voleva proprio nessuno.

Poi iniziarono le prima squadre e  ...
Quale tuta comprare? Quella dei campioni ovviamente!
Doug Park, dei Deland Majik,
ci fece una testa tanta durante un tunnel camp
che ci convinse  a comprare la Bev Suit
( gran tuta niente da dire ) con doppie o triple prese,
( tipo la Todoroki Special a 6 gomme di Takaya Todoroki,
chi se la ricorda ?!?);
roba che ti veniva un brain lock
solo per ricordare dove mettere le mani,
e poi c'aveva un cavo d'acciaio nei booties
che ancora un po' una volta, durante un giro, decapito Cisco.

Come si fa a dire di no ad una tuta così ...

Ma ci fu anche una volta che Giaco
fece una testa tanta al Teo che comprammo le Giaco's,
gran tute made in Italy, finiture artigianali,
un po' le Toro Rosso del paracadutismo italiano.
Un tipo dice che ci ha fatto anche un paio di immersioni
con quelle tute, ma io non ci ho mai creduto.
Sia la Giaco che la Bev sono finite a un paio di ragazzi
dell'Anpd'i della provincia milanese che sono venuti a prendersele
a Milano in uno scambio sotto il cavalcavia, roba da pusher.
Hanno fatto un ottimo affare giuro, e poi calzavano a pennello ...
A uno un po' meno forse ...


Una carrellata di stupende Giaco's suits 1.0
E di lì a poco delle evolute Giaco's 2.0
Penso che una volta usai anche i manicotti.
Fabrizio, puoi ammetterlo dopo 15 anni che quei manicotti
non servivano a un emerito 'zzo",
però facevano tanto "professional",
poi li potevi rivendere come "scaldamuscoli" per le braccia,
tipo le copertine delle gomme ai gran premi.
Quante tute avrei voluto, quante vite avrei vissuto ...
( canta + o - così Enrico Ruggeri ).

Ogni tanto, girando per aeroporti,
le vedo passare tutte queste tute ( anche su Facebook! ).
Chi ci fa relativo, chi AFF, chi video,
anche quella del Frenk ho rivisto!
E mi sembra di rivedermi, un anno giallo, un anno nero,
un anno robusto, e l'altro pure.

Quante storie, quante vite, quanti salti e ... quante bufale!
E' una ruota che gira. Come questa lavatrice davanti a me.

Si perché tutto 'sto pastrugnone mi è venuto in mente
guardando la tuta che gira in lavatrice.

E' nera con le prese rosse,
come oramai circa il 50% delle tute in circolazione!
Ha fatto il suo dovere, quasi tre stagioni, tanto tunnel,
un bel botto a terra,  6 ore di pronto soccorso ...
E le cuciture hanno tenuto ... e anche la cerniera!

Una classica Parasport nera e rossa non tradisce mai ...
Però, se devo essere del tutto sincero,
io a questa tuta non mi ci sono mai affezionato.

Forse se non si vogliono sorprese è meglio comprarsi una tuta nuova.
Ma che noia però, volete mettere con quella di uno bravo !!!

Max

PS: Vendesi tuta ... Vi calzerà a pennello ... 


Una tuta un po' fuori misura ...


mercoledì 30 aprile 2008

Non desideravo molto dalla vita.

Non desideravo molto dalla vita ...
soltanto morire un po' meno scemo di come ero nato ...

Un traguardo non troppo impegnativo ...

Un traguardo non troppo impegnativo.

Mi sono sforzato in questi ormai troppi anni. Ho cercato di crescere. 
Di sviluppare delle qualità minime. Ho tentato di tutto per evolvermi, modificarmi. 

Ho letto molti libri ed ho viaggiato tanto, quanto ho potuto, molto per saltare. 
Mi sono pure laureato, fuori corso ovviamente. Ho fatto contenta la mamma insomma. 
Mi sono interrogato molto ed ho cercato di interrogare gli altri. 

Qualche volta una foto in giacca e cravatta mi ha dato speranza, parvenza di normalità. 
Ma poi, ma poi mi osservo meglio, guardo profondamente in quel che sono, 
e la verità torna a vincere sulla menzogna. Non sono cambiato. 
Nulla è cambiato. Morirò scemo così come sono nato. 

C'avevo 6 anni quando costruivo delle torri enormi con i mobili di casa  
per lanciarmi giù sul letto o sul divano. Per rubare ogni volta un millesimo in più di volo. 
E quando mancavo il bersaglio me ne stavo a terra dolorante,
a sentire il fiatone nei polmoni. 

C'avevo 12 anni quando col Faina ci lanciavamo dal balcone del primo piano. 
Facevamo a gara a chi toccava il ramo più in alto. E una volta che i suoi lo hanno visto 
e pensavano di avere un figlio matto il Faina si è inventato che aveva sentito il terremoto.  
Il Faina una volta mi disse di aver saltato anche dal secondo piano,
ma io non ci ho mai creduto. 

E ci avevo 20 anni quando ancora un po' mi perdo Micky, caxxo Micky dove sei finito?,  
per una sfida a tuffarsi dal faraglione di Tresnuraghes. E chi la sentiva la Wilma ?!? 
Saranno stati 12-15 metri, ma nei miei ricordi, e racconti, almeno trenta. E quando 
ho visto Micky riaffiorare con la lingua tipo "salama da sugo" ho avuto davvero paura. 
E ora che a vela spiegata ho swooppato i 35 anni, adesso capisco che nulla è cambiato 
Gioco come allora. Con le stesse cose che mi appassionavano allora. Sogno di volare. 

Ero più piccolo ed erano più piccoli i miei voli. Ecco, non sono cambiato. Nè migliorato. 

E forse è peggio ora: una volta per un dentino perso piovevano regali. 

Adesso, se tornassi a casa senza un dente, nessun topino mi pagherebbe il dentista. 
Però tutto questo mi fa' sorridere, e chissà se il Faina si lancia ancora dai balconi ?!?  

Max

Una grande primavera di lanci a tutti i sognatori ...

E un appello a tutti i terrestri:  non saltate dai balconi, andate a farvi un volo vero ...

PS: ispirato da e dedicato a Carlo Talamo.

giovedì 31 gennaio 2008

Sono un idealista.

Sono un idealista, eppure gli anni della vita mi hanno reso padrone della realtà.
Come certi cani bastardi io so cosa posso avere,
e non sbavo e non ringhio di fronte a quello che non posso avere.
Vorrei un po' di onestà, ma capisco che esistono i disonesti.
Vorrei sapere se da qualche parte c'è ancora un po' d'amore..
Amore per un ideale, per una passione, per qualcuno e non solo per se stessi.
Ma so che esiste l'odio.
Vorrei che le persone sapessero essere dirette. Chiare.
Ma so che esiste la politica. Non chiedo che siano tutti bravi ed onesti.
Mi piacerebbe soltanto che le cose tornassero come quando le vedevo da ragazzo.
C'erano gli onesti. E c'erano i ladri. C'erano gli amici, e c'erano i nemici.
E i pagliacci stavano al circo. E chi rubava le cose degli altri stava in prigione.
E chi non rispettava la parola ed i contratti se ne stava perlomeno zitto.
Poche regole forse, ma molta più chiarezza.
Soltanto questo vorrei che succedesse.
Avrei una vita più semplice. Sarebbe facile capire con chi ho a che fare.
Vorrei che ognuno avesse scritto in faccia quel che è.
Deve essere per questo che un giorno ho scelto il cielo.
E ancora ci sono dentro. Forse perché siamo tanto simili.
Lui è chiaro, trasparente ed ha un posto per tutti.
Proprio come vorrei che fossero le cose, come vorrei essere io.
Lui non ha bisogno di sporcare nessun altro, di rubare a qualcun altro.
Certo ogni tanto si arrabbia, fa dei gran nuvoloni neri e butta giù di tutto e di più.
Ma il giorno dopo ti aspetta sereno, non ha bisogno di mentirti,
non deve riconquistarti, ed io per questo mi ci tuffo ogni volta ancora dentro,
e mi ci perdo, e ritrovo me stesso.

Max

E su questo argomento non ho proprio più niente da dire.
E' tardi, è notte, domani vado a Verona a cercare di domare la vela del Paga,
Lei è già là che mi aspetta, speriamo che non abbia fatto brutti sogni ...

domenica 23 dicembre 2007

Milioni di cose tutte uguali.

Milioni di automobili tutte uguali. avanzano lungo strade uguali di città uguali, imbrattate di graffiti tutti uguali. Persone tutte uguali entrano in negozi tutti uguali a fare regali tutti uguali. E rincorrono illusioni tutte uguali dentro esistenze sempre uguali. Perché durante gli ultimi 30 anni abbiamo accettato di costruire un mondo di uguali? Ma che c'è di bello nella produzione in serie delle idee?. Io non ne capisco molto di psicologia e di sociologia: io sono il matto, salto da un aeroplano. Forse nel grigiore dell'uguaglianza c'è posto e pace per tanti che preferiscono aver paura. Anche in natura assisto sbalordito al proliferare di zanzare e scarafaggi e topi, mentre il falco scompare e l'aquila reale, sola sulle montagne, muore di nostalgia. Ma perchè crescono le cose brutte e scompare la poesia? Non so perché ho ribrezzo per le cose tutte uguali e sono attirato da quel che è unico. Da quelle persone, animali o cose che soffrono per affermare un sogno e sopravvivere in questo mondo da catena di montaggio. Da tutto quello che va avanti nella vita, nonostante gli altri, nonostante una massa di gente che non vuole responsabilità. Che non vuole decidere. Non lo so dire con le parole, lo sento dentro. E vado avanti, e scelgo quello che mi piace. Anche se spesso non conviene. Anche se spesso, con più fatica, ne sono ripagato. Ecco perché un giorno, mentre i miei amici andavano all'aperitivo, io mi sono iscritto a un corso di paracadutismo. Nel momento in cui capii che si poteva volare me ne fregai del tempo, della gente e delle mode. Non dovevo per forza piacere a tutti. Così un giorno, davanti alla noia del mondo che vedevo attorno, presi una decisione: saltai. Non sono stanco ancora oggi, e forse non lo sarò mai. Non penso più che siano tutti topi o scarafaggi, ora vedo il cielo azzurro sopra le nuvole, anche se, guardando in basso, vedo ancora tanto grigio e, a volte, non voglio più scendere.. I migliori auguri ed i cieli più blu per delle feste molto colorate! Max

sabato 16 dicembre 2006

Che viaggio meraviglioso.

Cari Amici della Tribù che Vola,
e cari Terrestri che ancora state lì a guardare...
 ... che viaggio meraviglioso!

No, non fraintendete; che di questi tempi è facile!
Il viaggio meraviglioso è quello che ho fatto
questa sera ripercorrendo con la mente 10 anni di vita,
i 10 anni di vita di questo sito
e della mia avventura nel Paracadutismo Sportivo.

Un viaggio attraverso tanti salti;
quanto tempo vissuto in caduta libera!

Un viaggio attraverso i soldi,
quanti soldi spesi per buttarsi giù
da un aereo perfettamente funzionante!

Un viaggio che però rifarei dal principio
per ogni singolo brivido che si prova alla porta
di un aereo che si apre sul mondo,
magari su una spiaggia di Cuba o della Thailandia,
oppure per la gioia che ti da un sorriso di un compagno
di squadra o un tocco delle prese a 300 all'ora in caduta libera.

Un viaggio che a me ha dato moltissimo,
che mi ha fatto crescere,
come intorno a me è cresciuto il mondo del Paracadutismo in Italia.

Tanta gente nella Tribù, la solita gente dicono alcuni,
ma sono le colonne portanti della nostra comunità,
e tante facce nuove ogni anno.

Ma negli ultimi anni anche tanti campioni, campioni europei,
campioni del mondo (sì non solo quelli che tirano calci ad un pallone)!

E poi sono cresciute le ragazze, sì quelle ragazze
che ancora i maschietti vorrebbero solo su un calendario in un hangar.

Ora volano da far paura, hanno grazia come angeli,
ma le palle come fumogeni in caduta libera,
insomma "...vogliono volare un pò di più, vogliono sentire girare la testa!"

E sì, e poi purtroppo sono cresciuti i debiti e le preoccupazioni
di questo paese che gira sempre intorno a se stesso
e fa fatica a guardare avanti; ma a noi che ce ne frega,
anche se fa freddo ai terrestri noi facciamo una pernacchia
e ci buttiamo giù.

E stai in guardia anche tu Babbo,
il cielo sarà affollato a Natale.

Mi raccomando però ragazzi, all'occhio,
non infilatevi in qualche camino!!!

Max